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Melagrana

Melagrana

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Ottimo frutto

La melagrana, frutto dell’albero di melograno. Fa parte della famiglia delle Punicaceae, ed è originaria della zona geografica che va dell’Iran all’India settentrionale, seppur presente anche nell’intera zona mediterranea.

Il nome “melograno”, deriva dal latino malum (“mela”) e granatum (“con semi”). La stessa origine è riconosciuta anche in altre lingue, come per l’inglese “Pomegranate” o per il tedesco “Granatapfel” (mela coi semi). In inglese antico, era noto con il nome di: “apple of Grenada” (mela di Granada).

In italiano, il nome melograno è derivato direttamente dal latino: malum punicum o malum granatum.

Il frutto, la melagrana o melagranata, è una grande bacca (detta Balausta) di consistenza robusta, dalla buccia molto dura e coriacea; ha forma rotonda o leggermente allungata, con diametro da 5 a 12 cm, la dimensione dipende dalla varietà e, soprattutto, dalle condizioni di coltivazione. Il frutto ha diverse partizioni interne, robuste, che svolgono funzione di placentazione ai semi, detti arilli (fino a 600 ed oltre per frutto).

Ma vediamolo in cucina…

melogranoIl succo di melograno è ricco di Vitamina C e B, di potassio e di notevoli quantità di polifenoli antiossidanti.

Ha diverse proprietà tra cui:
astringenti, antidiarroiche, gastro-protettive, rinfrescanti delle gengive, è diuretico ed antiossidanti, ma soprattutto ha proprietà antitrombotiche, antiallergiche e vaso-protettrici; sembra, inoltre, che generi una forte protezione dell’organismo dalle cellule tumorali nascenti.

Si usa, per le proprietà medicinali, anche la corteccia delle radici, prelevata in primavera o in autunno, e la scorza dei frutti raccolta in autunno.

Dopo avere aperto il frutto con un coltello, è necessario spaccarlo in più parti ed estrarre i semi, staccandoli dalle membrane a cui sono fissati. In caso di quantità rilevanti, la separazione è favorita dal fatto che, immersi nell’acqua, i semi affondano mentre le membrane galleggiano.

I semi di alcune varietà selvatiche sono essiccati, macinati e usati come componenti, a volte acidificanti, in altre salse.
Le scorze dei frutti hanno anche proprietà aromatiche e vengono utilizzate per dare il gusto amarognolo a Vermouth ed aperitivi.

Il sapore del succo è molto diverso secondo le varietà. Alcuni succhi possono essere molto dolci, altri più acidi. Di norma, il sapore è intermedio, con una base di dolce, un fondo acidulo, ed un tono leggermente amaro ed astringente, dato dalla componente tannica dell’arillo.

Il succo di melograno è detto granatina, ed è ottenuto dalla spremitura dei semi; spesso diluito e zuccherato, è usato come bevanda.
Il succo è molto usato, nelle cucine tradizionali dei paesi di origine, per preparare salse, dolci o piccanti, cibi tradizionali, guarnitura di carne o riso.

Tratto da:

http://it.wikipedia.org/wiki/Punica_granatum

Zucchina spinosa

Zucchina spinosa

Due chayote (sechium edule) con fogliaLa zucchina spinosa, Sechium edule o chayote, è una specie della famiglie delle “Cucurbitacee”. Originaria del Sud America, è coltivata nelle zone costiere, soprattutto in Costa Rica, che ne è il maggiore esportatore. In italia è conosciuta come zucca centenaria, zucchina spinosa, patata spinosa, melanzana spinosa, melanzana americana, lingua di lupo.

Io la conosco perchè in Calabria, nelle mie zone, è molto usata e ci si preparano diversi buoni piatti, tra cui una variante dei buonissimi “peperoni e patate”. Il nome dialettale con cui in Calabria è conosciuta, è: “Masciuscia”… Quindi, io la chiamerò Masciuscia 🙂

La Masciuscia in cucina è usata, per lo più, come una normale zucchina: di solito viene fritta e condita con un po’ di sale, si può fare stufata o bollita e condita come un’insalata o, ancora, abbrustolita come contorno, specialmente per carni rosse. Gustosissima in agrodolce, la si può usare addirittura candita per torte e dolci in genere.
Oltre al frutto, della Masciuscia sono commestibili anche le foglie e le radici che, alla fine della primavera, possono essere trattate come asparagi e, quindi, anche conservate sott’olio o sott’aceto.

Ha numerose proprietà benefiche, infatti contiene molta vitamina C e diversi amminoacidi, acqua e sali minerali; ha effetti diuretici, previene l’arteriosclerosi e l’ipertensione. Favorisce lo scioglimento dei calcoli renali.

E’ un ortaggio molto facile da coltivare, basta infatti interrare l’intero frutto: una volta germogliato, crescerà molto in fretta un pianta rampicante, che si svilupperà nell’arco di qualche metro. Se si interra a primavera inoltrata, incomincerà la fioritura durante l’estate e i frutti si raccoglieranno in ottobre-novembre, con l’accortezza di conservarli in luogo fresco per tutto l’anno, fino all’arrivo della nuova primavera. La pianta, all’arrivo dei primi freddi, si dissecca ma la radice rimane attiva e rigermoglia in primavera, per diversi anni.

 

Informazioni tratte da:

  • http://it.wikipedia.org/wiki/Sechium_edule
  • http://www.agraria.org/coltivazionierbacee/zucca-spinosa.htm